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21/1/2003 - La Stampa

DA GIOVEDI´ SAN DOMENICO DI VARZO OSPITA PER IL TERZO ANNO CONSECUTIVO LA SCUOLA NAZIONALE DELLE UNITA´ CINOFILE SOCCORSO ALPINO

I cani da valanga si addestrano nell´Ossola
Simulazioni operative d´emergenza sulle nevi dell´Alpe Ciamporino

VARZO
Oltre quaranta unità cinofile, una trentina tra istruttori e allievi. Un piccolo esercito di cani e conduttori impegnato per dieci giorni a migliorare l´affiatamento, le tecniche e i sincronismi che, in caso di emergenza, permetterebbero di salvare vite umane. Selle nevi di Ciamporino, da giovedì prossimo, si svolgerà il 37° corso nazionale per unità cinofile, organizzato dalla X delegazione del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, che raggruppa le stazioni ossolane. «Lo scopo è quello di formare nuove unità cinofile e perfezionale l´azione di quelle già operanti» spiega Felice Darioli, responsabile della delegazione Valdossola. E´ il terzo anno consecutivo che l´Ossola ospita questo corso. Sarà possibile vedere in azione labrador e pastori tedeschi assieme a 38 allievi provenienti da ogni parte d´Italia. Sono state anche invitate le squadre di soccorso francese e svizzera. Al mattino sono in programma le prove pratiche a Ciamporino con simulazioni di ricerca in valanga, il pomeriggio tutti su banchi per lezioni teoriche.
L´Ossola, terra di montagna, è ogni inverno alle prese col pericolo valanghe. Da settimane il bollettino della Brigata Alpina Taurinense assegna all´Ossola un grado di pericolosità medio. Per oggi poi sono previste possibili precipitazioni nevose sopra i 1300 metri, con ovvi pericoli sui pendii ripidi, nei canaloni o in prossimità delle creste. La stagione invernale non ha, sinora, registrato interventi di salvataggio per valanghe. Solo prima di Natale (ma la notizia era nota solo a pochi) due alpinisti sono stati travolti da una valanga, per fortuna di non grosse dimensioni. I due stavano percorrendo il tratto dalla bocchetta di Scarpio sino al Sangiatto, a Devero. Una massa di neve li ha sepolti: uno è rimasto imprigionato sino al collo, l´altro dalla cintola in giù. Se la sono cavata da soli e sono scesi a valle abbandonando, per lo spavento, tutta l´attrezzatura sotto la neve. «La verità è che da un po´ di anni lo sci alpinismo viene anticipato in inverno, una volta i pericoli erano minori perché lo si praticava in primavera. Oggi già a gennaio la montagna di popola di persone che, pur con poca esperienza, si avventurano sulla neve» spiega Paolo Crosa Lenz, uno dei responsabili del Soccorso alpino ossolano. A Macugnaga nei giorni scorsi era facile incontrare squadre del Sagf e del Cnsa, guidate da Walter Berardi, impegnate a compiere esercitazioni ma anche a controllare che le zone a rischio. «Una maggior sicurezza offerta ai turisti - dice Luca Vittore, presidente dell´Associazione albergatori, che rimarca come siano previsti «corsi giornalieri di sci proprio per insegnare allo sciatore il rispetto delle norme più elementari in materia di sicurezza». Un tentativo di render più sicuro il soggiorno a Macugnaga, stazione che proprio Vittore sta pubblicizzando attraverso alcune fiere in Inghilterra e facendo da cicerone ad una troupe della tv nazionale danese in questi giorni in valle Anzasca.

Renato Balducci

 

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"San Domenico e Alpe Ciamporino"

 

 

 

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